Sono professore ordinario di Filosofia del diritto presso l’Università Bocconi. La mia ricerca indaga il modo in cui i contenuti del diritto vengono elaborati e resi intelligibili all’interno delle pratiche istituzionali.

Il filo conduttore delle mie ricerche è l’idea che i contenuti del diritto si formino all’interno di pratiche sociali di tipo istituzionale. Queste pratiche possono essere indagate studiando il modo in cui gli operatori giuridici elaborano concetti, ragionano, e giustificano le loro decisioni. Questo interesse mi ha portato a confrontarmi con temi diversi: dalle forme dell’argomentazione giuridica ai limiti dell’interpretazione; dal ruolo degli esperti nel processo alle tecniche di judicial review; dai conflitti tra diritto e morale al pluralismo giuridico contemporaneo. Ciascuno di questi temi rappresenta un punto di vista dal quale osservare come il diritto acquisti contenuti determinati e orienti le pratiche sociali. Le mie ricerche si collocano all’intersezione tra filosofia analitica del diritto, pragmatismo contemporaneo e teoria delle istituzioni.
Questo progetto di ricerca si propone di sviluppare una concezione inferenzialista del ragionamento giuridico, ispirata al lavoro filosofico di Winfrid Sellars e Robert Brandom, in grado di spiegare il modo in cui le norme giuridiche acquistano un contenuto determinato nelle pratiche istituzionali.
Questa ricerca esamina il ruolo svolto dagli esperti sia nella redazione dei testi normativi sia in seno al processo, con particolare attenzione alle situazioni nelle quale le autorità giuridiche promulgano disposizioni o danno applicazione a norme il cui contenuto specialistico non è per loro pienamente comprensibile.
A partire dalla concezione inferenzialista dei contenuti giuridici richiamata sopra, questa linea di ricerca esplora la struttura degli argomenti utilizzati dagli operatori giuridici per giustificare le loro decisioni o proposte di decisione.
L’indagine in corso riguarda l’analisi dei concetti di onere, controllo di costituzionalità, precauzione, intenzione del legislatore, considerati a partire dal loro uso in dottrina e giurisprudenza.
Questa ricerca si propone di indagare i presupposti epistemologici del monismo e al pluralismo giuridico, intesi come concezioni della natura del diritto, sostenendo che il principale punto di disaccordo tra queste concezioni riguarda il modo in cui la realtà giuridica è accessibile alla conoscenza. Il progetto è stato originariamente concepito come insegnamento nell’ambito del corso di laurea triennale in Global Law dell’Università Bocconi.
In un mondo dominato dai social media e dall’IA, accade che la nostra facoltà di pensare criticamente (giudicare le opinioni altrui, discernere il vero dal falso, distinguere le buone dalle cattive scelte), venga fortemente indebolita. A ciò si aggiunge il fatto che qualsiasi scambio di opinioni, tanto sui social quanto nella discussione pubblica, tende a trasformarsi in una lotta senza quartiere, nella quale la denigrazione dell’avversario prende il posto della discussione critica delle ragioni a sostegno di una certa tesi o contro di essa. Tutto ciò riduce drasticamente non solo la qualità delle scelte collettive, ma anche la nostra capacità di esprimere un giudizio ben ponderato su temi spesso rilevanti per le nostre vite. Il corso di Critical Thinking si propone di far conoscere agli studenti i principali schemi di ragionamento usati nei processi conoscitivi e di decision-making. Questo scopo viene perseguito analizzando le caratteristiche di tali schemi, le loro diverse applicazioni e i bias cognitivi propri del pensiero umano.
Le tecnologie digitali offrono numerosi benefici agli individui e alla società, e hanno profondamente trasformato le relazioni personali, gli stili di vita e le capacità umane. Al tempo stesso, lo sviluppo di queste tecnologie solleva importanti questioni di natura etica. In molti contesti, infatti, l’impiego delle tecnologie digitali può produrre effetti discriminatori o ingiusti, rendere poco chiari i meccanismi di attribuzione delle responsabilità, e non soddisfare le esigenze di trasparenza delle scelte collettive. Affrontare tali questioni richiede strumenti concettuali e criteri di valutazione specifici. Il seminario introduce gli studenti ai principali problemi e metodi dell'etica digitale, intesa come un ambito dell’etica applicata. Inoltre, offre una panoramica dell’AI Act dell’Unione europea, il primo quadro normativo organico al mondo dedicato alla regolazione dell'intelligenza artificiale.
L’espressione “General Jurisprudence” fa riferimento, tradizionalmente, allo studio teorico del fenomeno giuridico che propone di rispondere a domande come Che cos'è il diritto?; Che cosa distingue il diritto dagli altri fenomeni sociali?; In che modo il diritto è in grado di orientare il comportamento umano? Tradizionalmente, tali questioni sono state affrontate assumendo come paradigma il diritto statale, così come si è sviluppato nei sistemi giuridici occidentali. Oggi questa prospettiva appare sempre meno adeguata a cogliere la complessità delle realtà giuridiche che ci circonda. Sebbene il diritto statale continui a svolgere un ruolo centrale, la sua funzione regolativa si intreccia con quella di fonti normative sovranazionali e internazionali. Al tempo stesso, le forme della regolazione giuridica si sono profondamente diversificate e non possono più essere ricondotte esclusivamente al diritto legislativo tradizionale. Inoltre, le diverse tradizioni giuridiche offrono risposte differenti alla domanda Che cos'è il diritto?, al punto da mettere in discussione l’idea i fenomeni giuridici siano dotati universali comuni. Il corso si propone di ricostruire queste diverse prospettive teoriche, offrendo agli studenti gli strumenti concettuali necessari per sviluppare una comprensione critica del diritto contemporaneo e delle molteplici forme di giuridicità che lo caratterizzano.
Il corso si articola in due parti. La prima parte, a carattere istituzionale, si propone di tematizzare i problemi fondamentali della filosofia del diritto contemporanea a partire dalla riflessione di H. Kelsen e C. Schmitt. Verranno discussi in particolare i concetti di "scienza giuridica", "norma", "ordinamento", "Stato" e "sovranità". La seconda parte del corso, a carattere monografico, sarò invece dedicata al "pluralismo giuridico", vale a dire alla tesi in base alla quale il diritto si configura come l'intersezione tra molteplici ordini o sistemi normativi, di natura statale e non statale, che avanzano la pretesa di guidare le condotte sociali. Verranno ripercorse le origini storiche del pluralismo giuridico e le sue diverse declinazioni nel dibattito contemporaneo.
I corsi impartiti nei precedenti anni accademici e presso altre università sono indicati nel CV
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